Caldo. Stress idrico per le colture. Coldiretti: “Estendere la rete irrigua con il PNRR”

Mestre 25 giugno 2021 – Il perdurare delle alte temperature ha provocato lo stress idrico per le grandi colture in campo. Coldiretti Veneto segnala l’avvio delle irrigazioni di soccorso per mais, soia e barbabietole. “La situazione – afferma Coldiretti Veneto – richiede frequenti interventi irrigui, dove il terreno non è raggiunto dalla rete idrica, l’operazione viene attuata attingendo acqua dai canali o altri corsi intervenendo con i “rotoloni”. Per questa ragione gli agricoltori sostengono maggiori costi legati al carburante e alle attrezzature.
La situazione non è ancora di allarme – spiega Coldiretti Veneto – grazie alle piogge di maggio (+48% rispetto alla media) e alle cospicue riserve nivali accumulate durante l’inverno e fino alla tarda primavera sui monti: dunque la disponibilità idrica per le irrigazioni, in Veneto, è sotto controllo perché a giugno, nonostante l’ ondata di calore, nei primi 15 giorni è piovuto il 30% delle precipitazioni medie attese e, considerate le riserve gli imprenditori agricoli possono ancora far fronte alle emergenze.
Per questa ragione, il PNRR ha previsto investimenti per attuare il risparmio irriguo ma deve essere affrontato anche il tema della estensione della rete irrigua con sistemi sempre più efficienti. Gli enti di bonifica sono in grado di attuare questi progetti, come è stato dimostrato con il Piano irriguo nazionale.
Il balzo delle temperature – continua Coldiretti – sta favorendo anche il diffondersi degli insetti fastidiosi per gli uomini e dannosi per le coltivazioni come la cimice asiatica e il moscerino dagli occhi rossi, particolarmente temuti dai produttori ortofrutticoli per le perdite dei raccolti che possono provocare.Nonostante le variazioni climatiche l’Italia – sottolinea la Coldiretti – resta un Paese piovoso con circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua che cadono annualmente dei quali purtroppo appena l’11% viene trattenuto. Il Veneto- commenta Coldiretti – recupera solo il 5% dell’acqua piovana: rispetto alla media nazionale il dato è preoccupante e dimostra quanto bisogno ci sia di investimenti in questo campo.Senz’acqua non c’è agricoltura. In Veneto sono irrigati 600mila ettari della SAU. Per questa ragione vanno assicurate le portate delle concessioni idriche, attuando il risparmio irriguo, ammodernando la rete e realizzando nuovi invasi utilizzando le cave dismesse e i bacini. I fenomeni straordinari con alluvioni e stagioni monsoniche impongono il grande tema della sicurezza idraulica che si attua con il governo dell’acqua dei comprensori di bonifica (1,15 milioni di ettari). “Occorre trattenere l’acqua quando c’è nelle infrastrutture – dice Coldiretti Veneto – e laddove necessario realizzare opere di laminazione per arginare le calamità atmosferiche”.