Coldiretti. Voglia di spazi verdi per 4 italiani su 10

26 aprile 2021 . Pollice verde e voglia di stare all’aria aperta. Sono questi alcuni dei motivi che spingono  4 italiani su 10 (44%) a coltivare frutta e verdura in giardini, terrazzi e orti urbani spinti dalla crisi economica generata dal Covid ma anche dalla voglia di evasione dopo lunghe settimane di lockdown e misure di restrizione contro la pandemia. E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixe’ che fotografa una nuova tendenza da parte dei cittadini ad utilizzare ogni spazio verde a disposizione per garantirsi cibo sano da offrire a se stessi e agli altri. Una tendenza che – continua la Coldiretti – si accompagna anche da un diverso uso anche del verde privato con spazi condominiali o balconi delle abitazioni che sempre più spesso lasciano spazio alla produzione “fai da te” di lattughe, pomodori, piante aromatiche, peperoncini, zucchine, melanzane, ma anche di piselli, fagioli fave e ceci da raccogliere all’occorrenza. Accanto a chi esprime la propria passione in orti e giardini ci sono anche molti italiani che non si accontentano e hanno a disposizione almeno un ettaro di terreno a uso familiare. Si tratta – spiega la Coldiretti – in larga maggioranza di famiglie che hanno ereditato aziende o pezzi di terreno da genitori e parenti dei quali hanno voluto mantenere la proprietà per esercitarsi nel ruolo di coltivatori e allevatori, piuttosto che venderli come accadeva spesso nel passato. Ma ci sono anche tanti che – precisa la Coldiretti – hanno acquistato terreni o piccole aziende agricole anche in aree svantaggiate per ristrutturarle e avviare piccole attività produttive, dall’olio al vino, dall’allevamento delle galline a quello dei cavalli.
Una vocazione green – spiega Coldiretti Veneto – che si sta manifestando concretamente nella difesa del diritto al stare a contatto con la natura. Lo confermano le migliaia di firme raccolte in questi giorni dagli operatori di Campagna Amica e insieme ai giovani agricoltori e le donne imprenditrici presenti nei mercati e nelle piazze per sostenere la petizione No Fotovoltaico sui Terreni Agricoli promossa dal movimento civico “Mamme Zero Consumo Suolo” di Rovigo. Anche oggi – commenta Chiara Bortolas responsabile di Donne Impresa – si sono avvicinati molti cittadini per dare la propria adesione alla battaglia contro la sottrazione dei campi fertili che non interessa solo gli addetti ai lavori ma anche i consumatori che possono perdere la possibilità di avere contatti con la bellezza del paesaggio rurale e godere delle produzioni tipiche a tavola.
Dopo il progetto di Loreo nel Polesine che interessa una superficie di oltre 50 ettari c’è fortissima preoccupazione perché giacciono negli uffici regionali altre ipotesi che riguardano tutto il territorio regionale e che – se approvati – coinvolgeranno altri 200 ettari che si aggiungono ai 671 già consumati per fare posto ai parchi solari a terra. Sono sempre di più gli enti,  le società finanziarie non agricole con dietro soggetti anche stranieri che investono su questa fonte rinnovabile adducendo interessi green e camuffando le operazioni come promozione di una cultura agro energetica a scapito delle imprese agricole che, con il terreno, operano per scopi naturali,  per progetti di sviluppo ecosostenibili autentici legati alla qualità delle produzioni e degli allevamenti, annientando la bioversità decantata a parole. Il tutto mentre aumentano le richieste di chi cerca proprio la disponibilità di terra per realizzare il proprio futuro.