Dalla ricerca al mercato passando per Galileo Visionary. District: 4 Università, 7 progetti, 40 milioni di euro e una fabbrica modello

Padova, 19 aprile 2021 – Dall’intelligenza artificiale alla comprensione delle immagini passando per la sostenibilità nell’industria della carta e per dispositivi avveniristici per il trattamento delle ferite gravi, incrociando le tecnologie dei digital twin e dei sistemi avanzati di controllo qualità per la produzione alimentare. Sono 7 i progetti, 4 le università, 40 i milioni di euro e 1 la fabbrica modello della seconda edizione di Tech2Biz.

Un’edizione che si è chiusa con la prospettiva di trasformare questa settimana di design thinking, formazione imprenditoriale e sviluppo prodotto in un nuovo modello scalabile di trasferimento tecnologico in grado di prendere un progetto di ricerca ed accompagnarlo dalla fase di PoC (Poof of Concept, test iniziale di valutazione di idea imprenditoriale) fino a quella di prototipo testato sul campo pronto per accedere al mercato.

Un percorso che ha al centro il concetto di “use case”, un documento che descrive e fornisce dati concreti relativi all’utilizzo di un prodotto fisico o virtuale).

Ad accompagnare per questa seconda edizione le 7 squadre selezionate da Venture Factory in 4 prestigiosi atenei italiani (il Politecnico di Torino, l’Università di Bologna, quella di Padova e di Pavia) sono stati gli studenti di Scuola Italiana Design ma pure i docenti e i manager del Galileo Visionary District nelle sue divisioni di Scuola Italiana Design e Start Cube.

Assieme a loro il team del fondo d’investimento Vertis Venture 3 Technology Transfer, gestito da Vertis SGR con l’advisory esclusiva di Venture Factory, che si colloca all’interno della piattaforma ItaTech di Cassa Depositi e Prestiti e Fondo Europeo per gli Investimenti. Vertis Venture 3 Technology Transfer conta su una dotazione di 40 milioni di euro, per gli investimenti.

Fino ad oggi il Fondo ha già effettuato 22 investimenti all’intero di un ecosistema composto dai principali team di ricerca di 20 prestigiosi atenei e centri di ricerca del Paese.

Le 7 squadre selezionate da Venture Factory attraverso il programma VV3TT 2020 POC per avere proposto tecnologie o servizi in grado di rivoluzionare i mercati di riferimento grazie ad una dotazione tecnologica frutto di percorsi di ricerca innovativi, sono state accompagnate dagli studenti e dai docenti del Galileo VD in un percorso di Design Thinking che aiuta i ricercatori a ragionare in una logica di prodotto (design di prodotto) anche attraverso percorsi finalizzati a guidare il cliente nella comprensione dell’innovazione proposta (customer journey).

A seguito d questo percorso di Design Thinking le sette squadre di ricercatori hanno avuto modo inoltre di comprendere come le proprie tecnologie si possono inserire in ambienti complessi presso la fabbrica modello digitale di San Vito al Tagliamento (PN) che va sotto il nome di Lean Experience Factory (LEF 4.0.). Si tratta di un centro di formazione esperienziale sul tema dell’Industry 4.0 e sulla Lean Production nato nel 2011 dalla joint venture tra McKinsey & Confindustria Alto Adriatico, Polo Tecnologico di Pordenone, Consorzio Ponte Rosso, CCIAA di Pordenone. Una intera filiera industriale ad altissimo tasso tecnologico dove i team sono stati introdotti alle metodologie per valutare limiti e funzionalità dei loro futuri prodotti in un contesto reale in grado di dare risposte, indicazioni e dati concreti relativi ai casi di utilizzo (Use Case).

«Ancora una volta Padova e il Galileo Visionary District si dimostrano un centro strategico per l’innovazione il trasferimento tecnologico del Paese e dell’Europa» ha detto Emiliano Fabris, direttore del Galileo Visionary District. «Grazie alla collaborazione con Venture Factory e con Lean Experience Factory stiamo lavorando ad un modello strutturato di accelerazione della transizione tecnologica della nostra economia che parte dai laboratori di ricerca delle università e arriva sul mercato sotto forma di nuova impresa in grado di interloquire da subito con il proprio sistema di riferimento. Un modello che è senza dubbio un unicum nel Paese di cui siamo orgogliosi di essere un tassello importante. Questo ulteriore progetto di frontiera dimostra ancora una volta l’unicità della nostra proposta di valore. Siamo un Parco Scientifico che può contare su una Scuola di Design di grande prestigio, su di un centro di ricerca sui materiali attivo sul mercato un incubatore d’impresa di successo e un centro di ricerca al servizio delle imprese. Una realtà articolata e complessa che è nei fatti un punto di riferimento per lo sviluppo economico di questi territori».

«La ricerca italiana si conferma una delle risorse fondamentali del paese» dichiara Nicola Redi, Managing Partner di Venture Factory. «Secondo gli ultimi dati Scimago il nostro paese ha addirittura scavalcato la Francia posizionandosi al 7° posto al mondo per pubblicazioni nel 2019. Trasformare questa risorsa in impatto industriale, economico e sociale richiede processi, competenze, infrastrutture e metodologie specifici: senza di loro qualsiasi investimento risulta inefficace. Il nostro modello nasce da decine e decine di anni di esperienza cumulati dalla nostra squadra in grandi gruppi industriali, centri internazionali di ricerca e negli investimenti early stage in imprese ad alto contenuto di ricerca. Galileo Visionary District e LEF 4.0 sono i partner ideali di questa avventura; con loro abbiamo potuto dare concretezza al nostro modello e i risultati lo confermano. Abbiamo reso scalabile ed efficace la fase più critica del processo di trasferimento tecnologico, il Proof of Concept, rendendo possibile la traslazione di tecnologie in prodotti e servizi di successo, capaci di operare negli ambienti industriali e medicali più complessi, e dotando giovani ricercatori delle competenze e dello sguardo necessari per diventare uomini di impresa. Grazie alle caratteristiche del modello, dei suoi partner e delle sue Galileo Visionary District è il Parco Scientifico e Tecnologico di Padova.

Nato nel 1997, è una Società Consortile per Azioni i cui soci di riferimento sono Camera di Commercio di Padova, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Comune di Padova, Università di Padova. Forte di un gruppo di oltre 50 collaboratori fra dipendenti diretti e consulenti, un fatturato annuo intorno ai 2,5 milioni di euro e un portfolio di collaborazioni che contano molti dei grandi gruppi industriali italiani ed internazionali, il Galileo Visionary District ha la sua mission nel sostenere la competitività del territorio attraverso l’erogazione di servizi di supporto ai processi innovativi delle imprese soprattutto negli ambiti del design (nelle direzioni industrial, digital, graphic e brand design), dei materiali innovativi e delle tecnologie ad essi legate (scouting tecnologico e trasferimento tecnologico), del supporto al business development e alla nascita di nuove imprese innovative, al marketing e alla comunicazione.
infrastrutture, ce ne viene sempre più riconosciuta l’unicità a livello europeo e siamo orgogliosi di poter aiutare il paese a posizionarsi su gradini sempre più alti anche nel mondo dell’innovazione».