Terme Bacino Euganeo in Regione. “Facciamo fronte comune per recuperare un settore strategico”

Una piscina termale vuota

Venezia 2 marzo 2021 – Si è tenuto questa mattina un incontro al fine di valutare tutti gli aspetti relativi alla situazione di crisi economico-industriale del settore termale del Bacino Euganeo. Presenti alla riunione convocata dall’assessore regionale allo sviluppo economico Roberto Marcato, i colleghi di giunta Federico Caner, Elena Donazzan e Manuela Lanzarin. Hanno partecipato in collegamento all’appuntamento i rappresentanti dei Comuni interessati insieme a quelli del settore alberghiero e delle categorie economiche.

“Abbiamo deciso di essere presenti in forma così significativa – ha spiegato l’Assessore allo sviluppo economico Roberto Marcato – per dimostrare la concretezza dell’impegno che ci siamo presi nei confronti del settore termale del bacino Euganeo. Abbiamo spiegato che ci faremo portavoce, ciascuno per la propria competenza, delle istanze di questo comparto presso il Governo e per le competenze regionali”.

“Questo è un distretto economico che va valorizzato – precisa ancora Marcato – dall’inizio della pandemia e della conseguente crisi economica ho interloquito con i rappresentanti di settore, portando la loro voce ai tavoli istituzionali, come ad esempio in seno alla Commissione Attività produttive nell’ambito della Conferenza Stato Regioni. È opportuno approfittare di questo momento drammatico per fare fronte comune: non ci devono essere divisioni ma un’unica voce per portare le istanze al governo. Serve più che mai una visione sinergica e strategica per rilanciare questo territorio”.

“Utile e apprezzabile che a questo incontro abbiamo partecipato tutti i soggetti pubblici e privati che operano nel comparto termale – sottolinea Federico Caner, assessore regionale al turismo. – Questo ci ha permesso di affrontare tutti gli aspetti di una crisi che già si era manifestata ancor prima che esplodesse la pandemia. Avevamo già consapevolezza di dover provvedere a un restyling dell’offerta termale. E ora più che mai è giunto il momento di mettere in campo risorse e idee per rigenerare un prodotto turistico che ha una lunga storia e forti potenzialità inespresse: l’importante è vincere la sfida della sua modernizzazione, anche attraverso la valorizzazione delle ricchezze ambientali, culturali ed enogastronomiche della destinazione. In questo senso ho dato disponibilità a raccogliere le proposte progettuali da finanziare attraverso i bandi della prossima programmazione 2021-2027 del Programma Operativo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale”.

“Le terme sono una peculiarità unica nel mondo per l’Italia e che non è mai stata abbastanza considerata – sottolinea Elena Donazzan, assessore regionale al lavoro. – Cogliamo le riflessioni degli ultimi anni, enfatizzate da questo grave periodo, per ragionare di futuro. Oggi abbiamo discusso di nuove competenze per i lavoratori di questo settore e di questo territorio che dovranno essere sempre più qualificati e specializzati: mi piacerebbe ragionare presto di un percorso di Istruzione Tecnica Superiore specifico per le terme”.

“La crisi del settore termale – indica Manuela Lanzarin, assessore alla sanità e al sociale – ha tutta la nostra attenzione e ad essa riserviamo ogni impegno utile affinché trovi le giuste considerazioni a vario livello per una soluzione. Stiamo parlando, infatti, di un tassello storico della cultura sanitaria veneta. Il bacino termale euganeo, è da sempre un riferimento non solo per il mantenimento della salute ma anche per precise forme di terapia e riabilitazione, un patrimonio di rilievo internazionale per qualità delle cure e delle strutture”.

“Desidero ringraziare i colleghi Donazzan, Lanzarin e Caner per aver condiviso l’incontro con il comparto termale euganeo a cui tengo particolarmente perché ha caratteristiche esclusive – precisa infine Marcato. – Da inizio pandemia ho sempre portato ai tavoli istituzionali l’attenzione su questa area termale particolare e unica al mondo. Questo è un momento unico, irripetibile per poter immaginare una sintesi territoriale che abbia una visione strategica condivisa e che metta fine alle contrapposizioni e alle frammentazioni, che, a mio avviso, sono uno degli elementi di debolezza del bacino termale Euganeo. Bisogna parlare con un’unica voce con le istituzioni perché solo così si è efficaci e credibili”.