Brexit: quali conseguenze per l’industria?

Trento 4 dicembre 2020 – Dal 31 gennaio 2020 il Regno Unito non è più parte dell’Unione Europea.
Ha avuto inizio un periodo di transizione che si concluderà il 31 dicembre 2020, durante il quale UK e UE negozieranno le loro relazioni future. Fino al 31 dicembre il Regno Unito rimarrà dunque soggetto al diritto UE e parte dell’Unione doganale e del mercato unico UE. Ma dal 1° gennaio 2021 cosa succederà?
A questa domanda ha cercato di rispondere il webinar odierno “Brexit: scenari futuri. I risvolti dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea per l’industria” organizzato da Confindustria Trento e Trentino Export in collaborazione con Trentino Sviluppo. Nel corso dell’appuntamento, autorevoli professionisti hanno offerto una valutazione prospettica degli assetti più probabili e delle loro conseguenze sui processi aziendali, mettendo in luce eventuali criticità e conseguenze pratiche della Brexit in atto.
All’evento, aperto da Barbara Fedrizzi, presidente di Trentino Export, sono intervenuti i partner di Studio Tributario e Societario del network Deloitte di Bologna e Padova Giuseppe Marianetti e Pier Paolo Ghetti; Gabriele Copetti, dottore commercialista IC & Partners Spa; Flaminio Rizzi, director and Business Development manager RIF LINE; Rosanna Perna, avvocato partner RIF LINE e Michele Bandini, Uffi­cio Mercati Internazionali BPER Banca.
Brexit potrà avere impatti sulla mobilità internazionale dei lavoratori sia per quanto atterrà alle procedure immigrative e, pertanto, alla maggiore complessità per le aziende straniere di inviare propri dipendenti in UK, sia avendo riguardo alla
gestione della posizione contributiva del lavoratore alla luce delle previsioni contenute nel Regolamento UE n. 883/04.
Brexit potrà avere anche effetti sulla circolazione dei beni e sulle catene logistiche e produttive paneuropee. La profondità degli impatti pratici di Brexit dipenderà dal contenuto dell’accordo UE-UK in corso di negoziazione.
Infi­ne, Brexit comporterà l’esclusione del Regno Unito dall’applicazione della Direttiva 2006/112/CE in materia di IVA, nonché il venir meno delle misure agevolative previste dalle Direttive Europee in materia di tassazione diretta dei
flussi da e per il Regno Unito (dividendi, interessi, royalty e operazioni straordinarie).