Bortolas: “L’agricoltura solidale nuova frontiera del welfare”

25 novembre 2020 – “Dai centri antiviolenza, alle case rifugio fino alle fattorie della tenerezza le donne possono trovare non solo un supporto psicologico ma anche una rete di appoggio per superare il disagio personale. Proprio in agricoltura si registrano espressioni concrete di sostegno di situazioni estreme” – afferma Chiara Bortolas presidente regionale delle agricoltrici di Coldiretti.  L’emergenza Covid con il lock down, le limitazioni agli spostamenti e la crisi economica hanno aumentato le tensioni favorendo disagi tra le mura domestiche. L’impossibilità di mettere una adeguata distanza fisica dalla furia dei propri partner crea traumi indelebili anche per i figli. In campagna, grazie all’economia solidale nuova frontiera che sviluppa la vocazione delle aziende agricole al servizio si stanno stanno contando molte esperienze di soccorso al problema: dalle porte aperte all’accoglienza di persone vittime di atti violenti fisici o psichici alle prove di inserimento di emarginati nel mondo del lavoro, diversamente abili o pazienti affetti da altre patologie. Coldiretti Veneto segnala presenze sul territorio di realtà che ospitano i figli provati dall’instabilità familiare, ma anche imprese che riescono a dare ospitalità al coniuge o compagno in sofferenza. ‘Sono molte le dinamiche che scaturiscono da queste situazioni perverse – commenta Bortolas – reazioni imprevedibili a cui possono rispondere solo le tante fattorie impegnate nelle varie sfumature della multifunzionalità e forti dei principi della civiltà contadina’. Gli operatori agricoli che offrono queste opportunità sono legati a collaborazioni con le parrocchie, i servizi sanitari e le strutture dedicate. “Per incentivare maggiormente questa offerta occorre disciplinare regolari accordi con gli enti pubblici preposti al fine di dare ai cittadini la possibilità di scegliere. La normativa regionale sull’agricoltura sociale disciplina queste attività – conclude Bortolas – alla luce di questi fenomeni occorre prendere in considerazione un aggiornamento dell’articolato legislativo per promuovere una cultura aperta anche alle peculiarità delle aziende agricole che possono rappresentare una risposta alla richiesta di benessere e qualità della vita da parte della società”.