Venezia. Il laboratorio degli ultimi battiloro artigiani d’Europa

Ci sono tanta tradizione e passione in quel martello che viene sbattuto per ore da secoli e secoli, fino ad ottenere quelle foglie d’oro che da sempre hanno impreziosito Venezia, tra mosaici, cornici, monumenti e opere d’arte. E’ una Venezia sconosciuta ai più quella presentata stamattina all’assessore al Turismo Simone Venturini, che ha visitato il laboratorio della famiglia Menegazzo, l’unica realtà di battiloro rimasta a Venezia. Il procedimento produttivo si è tramandato identico a se stesso di generazione in generazione, scontrandosi inevitabilmente negli ultimi decenni con la modernità, ma allo stesso modo conquistando attraverso di essa nuovi settori di utilizzo dell’oro “puro”, come la cosmetica o l’alimentazione.


“Questo magico spazio è unico al mondo – ha commentato l’assessore Venturini – Questi artigiani e il loro sapere devono essere raccontati al mondo intero, perché sono un’eccellenza ineguagliabile. Ed è proprio nell’ottica di un piano di rilancio di Venezia che l’Amministrazione intende sviluppare uno storytelling che si incentrerà soprattutto sull’artigianato cittadino, chiave di volta per una narrazione diversa della città, in grado di attirare un turismo appassionato e rispettoso interessato a scoprire arti e tradizioni lagunari, raccontandone le peculiarità una volta di ritorno nel proprio paese d’origine”.