Indagine Camera di Commercio di Vicenza: “Dopo il lockdown il manifatturiero ha avuto un rimbalzo”

Vicenza 19 novembre 2020 – Le variazioni rispetto al 2° trimestre dei principali indicatori evidenziano l’atteso rimbalzo nei mesi estivi dopo le chiusure di primavera
Dopo le forti riduzioni della produzione nel 1° e soprattutto nel 2° trimestre, nel periodo luglio-settembre la produzione ha registrato un aumento molto deciso e atteso in linea con il dato veneto.
Tale rimbalzo è ovviamente dovuto alla ripresa delle attività produttive dopo la fase di lockdown. Tutti gli indicatori sono molto positivi: le variazioni della produzione e del fatturato rispetto al 2° trimestre sono risultate pari rispettivamente a +18,2% e a +18,9% (le serie destagionalizzate mostrano aumenti ancora più forti, +25,6%). Le serie degli ordinativi riferiti al mercato domestico e al mercato estero confermano una ripresa dopo il momento di estrema difficoltà della primavera (le variazioni destagionalizzate rispetto al 2° trimestre sono rispettivamente +20% e +18,9%).
L’occupazione nel settore manifatturiero diminuisce ma non in modo allarmante: -0,1% il confronto con fine giugno, il livello occupazionale è stato comunque sostenuto da un ancora forte utilizzo degli ammortizzatori sociali. La quota di imprenditori che prevede un incremento della produzione nel breve periodo è ancora molto elevato ma va detto che il momento in cui è stata realizzata l’indagine è precedente alla fase di aggravamento della situazione sanitaria.

Gli indicatori su base tendenziale mostrano che, nonostante il forte rimbalzo, non c’è stato il ritorno ai livelli di inizio anno.
In questa fase così statisticamente anomala, appare più significativo il confronto tendenziale, e quindi rispetto al 3° trimestre 2019, rispetto a quello congiunturale. Le variazioni degli indicatori evidenziano una situazione ancora negativa: -3,5% la produzione e -4,4% il fatturato. Il flusso degli ordinativi interni evidenzia, sempre su base tendenziale, una riduzione altrettanto significativa (-2,6%) e più elevata della variazione del flusso di ordinativi proveniente dall’estero (-2%).
A fine settembre l’occupazione nel settore manifatturiero è pari a 144.099 unità, in diminuzione sia rispetto a giugno (-172 unità) sia soprattutto rispetto a settembre 2019: -0,8%. Va tuttavia rilevato che il mercato del lavoro resta ancora fortemente influenzato dalle scelte legislative, soprattutto il blocco dei licenziamenti.
Sotto il profilo settoriale tutte le variazioni sono in generale negative con l’esclusione del settore l’orafo: il recupero è ancora lontano soprattutto per il settore moda e la concia.

Per l’economia italiana si prevede un 2020 caratterizzato da una forte caduta del PIL moderata dal buon andamento dei mesi estivi
Secondo il Bollettino di ottobre della Banca d’Italia, L’economia globale ha segnato in estate una ripresa che è tuttavia ancora largamente dipendente dalle eccezionali misure di stimolo introdotte in tutte le principali economie e le prospettive restano condizionate dall’incertezza circa l’evoluzione della pandemia. Nei mesi estivi in Italia è ripresa la crescita e recuperano gli scambi con l’estero e gli ammortizzatori sociali hanno attenuato l’impatto sull’occupazione. Gli interventi della politica monetaria, l’orientamento espansivo delle politiche di bilancio e l’accordo sulla Next Generation EU hanno permesso un miglioramento significativo delle condizioni sui mercati finanziari. Il forte fabbisogno di liquidità delle imprese è stato ampiamente soddisfatto dalla crescita sostenuta del credito.
Secondo l’Istat, a seguito del deciso recupero segnato nel terzo trimestre, i principali indicatori congiunturali sono tornati vicini ai livelli pre-crisi sanitaria. Le prospettive per i mesi autunnali appaiono incerte. A ottobre gli indici di fiducia hanno fornito segnali discordanti.
Tuttavia alcuni analisi rischiano di essere già superati dagli eventi legati alla ripresa dell’emergenza sanitaria.