Agricoltura: II Comm, unanime preoccupazione per futuro Consorzio Fvg

Trieste, 19 nov – Alto l’interesse e alta l’attenzione
su cosa si stia prospettando per il futuro del Consorzio agrario
del Friuli Venezia Giulia (CaFvg) che Coldiretti vorrebbe
entrasse a far parte di un progetto consortile nazionale volto al
potenziamento delle sue capacità di acquisto, di vendita e di
filiera. Le ombre, però, sono ancora così tante, rispetto ai
pochi dati ricevuti, che per il momento Consiglio di
amministrazione e assemblea dei soci rimangono in stand by e non
senza una certa preoccupazione.

Si potrebbe riassumere così l’audizione che il presidente del
CaFvg, Fabio Benedetti, la direttrice generale Elsa Bigai e il
consigliere di amministrazione Claudio Cressati hanno avuto con
la II Commissione consiliare presieduta da Alberto Budai (Lega) e
a cui ha preso parte anche l’assessore regionale alle Risorse
agroalimentari, Stefano Zannier.

Trentadue filiali sul territorio, circa 230 dipendenti più
l’indotto, oltre 2.200 soci con Coldiretti maggioritario e
Confagricoltura minoritario, in attività da 101 anni, il
fatturato 2019 che ha chiuso a quasi 130 milioni di euro e 22
quelli del patrimonio netto: questi i numeri che fanno della
società cooperativa che ha sede a Basiliano una realtà
economico-sociale tra le protagoniste del settore agricolo
regionale, con interessi nei settori del vino e del latte, dove
vanta esempi di salvataggio di alcune aziende dal fallimento.
Importante anche la cooperazione con il Consorzio agrario di
Treviso e Belluno, finalizzata ad acquisti, progettualità e
investimenti sulla tecnologia in comune.

‘Ciò che ci è stato chiesto – ha reso noto il presidente
Benedetti – è di cedere il patrimonio e tutti i rami d’azienda
della struttura, che sarebbero così controllati da due diverse
società a carattere nazionale. A noi capire come potrebbe essere
mantenuto il collegamento con il territorio. Oggi si parla di
entrare a far parte del primo step che vede interessati 4
consorzi che vanno da Bologna verso il Sud Italia; probabilmente
altri consorzi saranno coinvolti, ma al momento non c’è dato
sapere che tipo di scelte saranno fatte. Mancano Piani aziendali,
patti parasociali e organi di controllo dell’attività che si
verrà a creare’.

‘Le economie di scala servono, così come poter investire su
elementi unificanti che apportino valore’, ha poi puntualizzato
la direttrice Bigai, facendo presente che il progetto di
Coldiretti ‘è stato presentato negli obiettivi strategici del
consorzio il 15 settembre scorso come ricerca di prospettiva per
gli agricoltori, finalità lodevole ma in realtà non si tratta di
una proposta di collaborazione bensì ci viene chiesto di
conferire l’azienda in altre realtà. Dunque resteranno cda e soci
del CaFvg, però se ne dovrà modificare lo statuto perché
l’attività non sarà più quella di gestire direttamente le cose,
ma farlo per tramite’.