Bertin: “Commercio, turismo e servizi non sono appiattiti sulla difesa di interessi di bottega”

Padova 16 novembre 29020 – Da eroi osannati dai balconi a bersaglio dei “leoni da testiera”, i medici e gli infermieri sono finiti nel mirino nonostante siano ancora loro quelli che in prima linea sono chiamati a contrastare il virus.
“Di questo è bene che ce ne rendiamo conto – commenta il presidente dell’Ascom Confcommercio di Padova e di Confcommercio Veneto, Patrizio Bertin – perché senza il loro impegno, senza la loro abnegazione, nessuna vita si potrebbe salvare. Per questo, nonostante il virus dimostri tutta la sua capacità di essere infido e letale, dobbiamo dare atto a chi, magari con un contratto a tempo determinato, non esita a mettere a rischio la propria salute pur di aiutare chi sta soffrendo”.
Bertin ha deciso di smarcarsi dalla contrapposizione, falsa, tra salute ed economia.
“Innanzitutto perché è un dualismo che non può esistere – continua – ma anche perché non vorrei che passasse l’idea che ai piccoli imprenditori non interessi la salute”.
Da tempo impegnati a sostegno della ricerca attraverso una collaborazione col VIMM, all’Ascom Confcommercio di Padova hanno ben presente che senza l’una non può esserci spazio per l’altra.
“Questo non significa – continua Bertin – che la nostra azione nei confronti del Governo e della Regione perché si possa tutelare il lavoro nelle nostre imprese, non sia il testa alle nostre preoccupazioni, ma non possiamo accettare che, forzando la “lettura” che qualcuno vuole dare (“commercianti attenti solo ai loro affari”), si individui la nostra categoria quasi come un competitor degli operatori della sanità”.
“Quando questo disastro sarà definitivamente un ricordo – conclude il presidente dell’Ascom Confcommercio – avremo tempo e modo per dimostrare, anche concretamente, la nostra vicinanza a medici, infermieri e operatori sanitari. Adesso però deve essere chiaro che anche chi ha una partita Iva, chi ha il negozio chiuso o comunque aperto ma senza clientela (si pensi solo agli alberghi o a quegli esercizi che non possono essere raggiunti perché in aree “sconsigliate”), chi è fermo da marzo come sono gli operatori dello spettacolo, chi ha una palestra, ecc.), non è che non tema per la salute sua e della sua famiglia, dei suoi collaboratori e dei familiari di questi ultimi. Ed è per questo che non può, non possiamo accettare la semplificazione che vuole il mondo del commercio, del turismo e dei servizi appiattito solo sulla difesa degli interessi “di bottega” e non sulla salute delle persone”.