Confcommercio Veneto. Bertin si appella a Zaia

!6 ottobre 2020 – Egregio Presidente, come certamente Le sarà noto, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13 ottobre 2020 impatta direttamente sulle attività di somministrazione di alimenti e bevande (bar, ristoranti, pizzerie, locali serali, gelaterie e similari).
L’aspetto più controverso di tutto l’articolato riguarda il divieto di “feste” in luoghi all’aperto o al chiuso, previsto alla lettera n) del comma 6 dell’art. 1 del citato DPCM. La dizione “feste” è talmente generica e vaga che si presta a molteplici interpretazioni: potrebbe ad esempio intendersi come “festeggiamento, celebrazione” e, pertanto, il divieto troverebbe applicazione soltanto nel momento di aggregazione conseguente alla ricorrenza (in occasione, ad esempio, di una laurea, o di un matrimonio).
Secondo l’interpretazione più diffusa, tuttavia, sembra che per “festa” il legislatore volesse ricomprendere anche tutte le attività collegate alla celebrazione, includendo quindi anche eventuali banchetti, rinfreschi, pranzi, cene e simili attività. È chiaro che, qualora venisse confermata questa seconda interpretazione, il nuovo divieto avrebbe conseguenze molto gravi per tutto il settore della banchettistica, catering e ristorazione collegata ai momenti conviviali organizzati in occasione di matrimoni, lauree, battesimi e simili cerimonie, senza contare i danni che ne deriverebbero a tutto l’indotto collegato (fioristi, pasticceri, fotografi, ecc.). A nostro avviso, il termine “festa” non può essere equiparato ed esaurirsi nel mero momento conviviale, ma sottointende un’organizzazione e la presenza di altre attività collaterali (musica, intrattenimento, inviti, ecc.).
Con la presente, le chiediamo di voler intervenire, prima di tutto, al fine di ottenere un chiarimento
sul termine “feste”, che in quanto diversamente interpretabile, potrebbe dare luogo a possibili
incomprensioni tra esercenti e autorità deputate al controllo. In secondo luogo, qualora fosse data un’interpretazione estensiva del temine “feste”, sarebbe opportuno, a nostro avviso, prevedere una sorta di “moratoria” per quegli eventi (soprattutto banchetti per matrimoni) già programmati e che, vedendo coinvolte diverse attività imprenditoriali, sono difficilmente rinviabili senza recare danni economici alle imprese e disagio ai consumatori.
La ringraziamo fin d’ora per il suo interessamento e con l’occasione le inviamo distinti saluti.