I candidati presidente del Veneto rispondono a Confapi Padova

Padova 17 settembre 2020 – Confapi Padova ha intervistato i principali candidati alla guida della Regione (Zaia, Lorenzoni, Cappelletti e Sbrollini), ponendo loro cinque domande fondamentali per la ripresa del territorio: ecco le loro risposte su autonomia, sostegno alle imprese e all’occupazione e infrastrutture. Il presidente Carlo Valerio: «Diamo al futuro presidente sei mesi per passare dalle parole ai primi fatti: ci impegniamo a verificare i risultati raggiunti e a darne conto».
 Cinque domande, fondamentali per il futuro del Veneto. In vista delle elezioni regionali del 20 e 21 settembre Confapi Padova ha messo a confronto i principali candidati al ruolo di presidente della Regione. L’Associazione delle piccole e medie industrie li ha invitati ad affrontare i nodi che più interessano il mondo delle imprese e l’attualità. Luca Zaia (governatore uscente, appoggiato dalle liste Lega, Zaia Presidente, Veneta Autonomia, Fratelli d’Italia e Forza Italia), Arturo Lorenzoni (Il Veneto che Vogliamo, Partito Democratico, Europa Verde, Sanca Autonomia, +Veneto in Europa Volt), Enrico Cappelletti (Movimento 5 Stelle) e Daniela Sbrollini (Italia Viva) hanno raccolto l’invito. Ecco una sintesi delle loro risposte (in allegato le interviste complete).
Al primo punto una questione dibattuta da tempo: l’autonomia, perché sono trascorsi più di mille giorni dal referendum eppure non è successo nulla. Ed è subito polemica. Doveroso partire da Zaia: «La sua attuazione sarà una delle priorità della Legislatura 2020-2025: infatti, gli oltre 2,2 milioni di veneti che l’hanno chiesta attraverso un referendum pienamente legittimo e legittimato meritano una risposta da parte del Parlamento, non più rinviabile». Così gli risponde Cappelletti: «Altro che 1.000, la Lega è stata 4.000 giorni al Governo del Paese, eppure non è successo nulla di nulla. Il M5S, nonostante una drammatica pandemia da gestire, è arrivato alla definizione di una legge quadro, che il Ministro Boccia ha annunciato porterà in CdM entro questo mese. È l’unica speranza». Sulla stessa linea Sbrollini: «Il referendum si è dimostrato un atto inutile e propagandistico. Ad un osservatore neutro sono parse richieste fatte proprio per farsi dire di no. Io sono del parere che una giusta autonomia deve invece essere concessa, il Veneto ne ha tutto da guadagnare». Concorda anche Lorenzoni: «L’autonomia va intesa come una riforma federalista dello Stato, non come nuovo centralismo veneziano. I segnali della Regione vanno purtroppo tutti in quest’ultima direzione, dalla riorganizzazione della sanità alla gestione dei parchi per finire all’accentramento a Venezia delle funzioni delle Province. Il tema è la responsabilità: dobbiamo avere regole più semplici e decisioni più vicine ai cittadini».