Elena Morello: “La difficile ripresa delle scuole di lingue strette tra pandemia e burocrazia”

Padova 9 settembre 2020 – Adesso che le scuole stanno tutte per riaprire, emerge ancora di più, in tutta la sua gravità, la difficoltà operativa delle scuole private di lingue.
“Da marzo – commenta Elena Morello, presidente delle scuole e degli istituti privati – centri di traduzione ed interpretariato dell’Ascom Confcommercio di Padova e consigliere nazionale di Federlingue – siamo in balia del caso più totale. E questo perché, fin dal primo DPCM, siamo stati in qualche modo assimilati alle scuole di ogni ordine e grado senza considerare che, in quanto aziende o similari, abbiamo caratteristiche, organizzazione e numeri completamente diversi”.
Per cui, nella cosiddetta “fase 1”, anche le lezioni individuali, se in presenza, erano diventate “off limits” e quelle di gruppo totalmente escluse nonostante le scuole private, proprio per il loro servizio “su misura”, abbiano fin dal primo momento assicurato che, nei loro locali, fosse possibile attenersi a prescrizioni di sicurezza ancor più stringenti.
“Purtroppo – continua Morello – la “fase 2” e la “fase 3” non hanno cambiato di molto le cose: i convegni e gli eventi sono pressoché azzerati, con conseguente grande limitazione dei servizi d’interpretariato simultaneo che, per ovvie ragioni di chiarezza di comprensione e di espressione linguistica, trovano, come già la didattica, grandi difficoltà di realizzazione a distanza. Le traduzioni, che pure avrebbero un loro mercato perché le aziende ne traggono beneficio grazie allo svolgimento del servizio da remoto, trovano dal canto loro delle difficoltà nel momento in cui, quando ne è richiesta l’asseverazione, non riescono ad ottenerla per le difficoltà connesse all’accesso al tribunale, rimasto anch’esso vittima del lockdown e da poco di nuovo in funzione con limitazioni di accesso in termini di disponibilità oraria e aggravio di burocrazia”.
Insomma, il periodo non è proprio dei migliori.
“Certo – analizza la presidente – siamo un’attività di nicchia che, evidentemente, per il fatto di afferire al privato e non rappresentare, in un certo senso, un “obbligo” per gli studenti, non gode della giusta attenzione da parte delle autorità, ma siamo pur sempre una realtà importante nel panorama economico nazionale, poiché garantiamo quei requisiti che il mondo del lavoro e dell’Università, nonché il mercato domestico e internazionale, richiedono in termini linguistici”.
E a proposito di estero vale anche la pena sottolineare come questo del rientro dalle vacanze, fosse, negli anni di una “normalità” oggi sconosciuta, un momento importante per tutte le scuole di lingue.
“Il ritorno da un viaggio in un Paese estero – conclude la presidente Morello – coincideva con la presa di coscienza che una lingua straniera è importante, con buoni propositi per il mese di settembre e per tutto l’anno. Se da un lato i viaggi all’interno del nostro meraviglioso paese sono stati gioco forza incoraggiati, quelli all’estero si sono ridotti all’osso e, con essi, è venuto meno lo stimolo di migliorare le proprie conoscenze linguistiche demandando gli investimenti a momenti di minor incertezza”.