Porto Ts: Zalukar (Misto), delibera Anac dimentica meriti D’Agostino

“Cittadini, lavoratori, imprenditori e
politici hanno espresso il loro apprezzamento per l’operato di
Zeno D’Agostino. Tutti gli indicatori legati all’attività del
trasporto portuale mostrano una gestione eccellente che ha
portato al rilancio del porto di Trieste con importanti riflessi
sull’indotto e allettanti prospettive per lo sviluppo economico
della città”.
Lo afferma in una nota il consigliere regionale del Gruppo Misto,
Walter Zalukar, aggiungendo anche che “a latere della gestione
del porto, D’Agostino ha dimostrato autentico interesse per la
ripresa economica di Trieste in chiave moderna, promuovendo e
partecipando a numerosi dibattiti culturali ed economici, utili
per stimolare un’economia cittadina che guardi oltre i fast-food
e i take-away”.
“Lungi da me – aggiunge il consigliere – voler fare un panegirico
del manager in questione. I fatti, però, parlano chiaro ed è
doveroso riconoscerli. La delibera dell’Anac che mette fuori
gioco D’Agostino è perciò grave, proprio perché non tiene
minimamente conto del contesto e dell’operato del manager. In
questo modo, non fa che svilire il ruolo a essa affidato”.
“L’applicazione pedissequa della norma, avulsa dal contesto, fa
solo danni. Sarà anche vero – specifica Zalukar – che l’Anac
segnala da tempo le criticità della normativa al decisore
politico. Come lo sarà anche il fatto che, d’ufficio, non si
poteva giungere a una conclusione diversa. Infine, sarà altresì
vero che il decisore politico è stato inerte. Ma non c’era potere
discrezionale da parte dell’Anac? L’Anac, nello svolgimento della
sua azione anticorruzione, non doveva creare una rete di
collaborazione nell’ambito delle amministrazioni pubbliche? Non
doveva forse ridurre i controlli formali che comportano
appesantimenti procedurali e aumentano i costi della pubblica
amministrazione, senza creare valore per i cittadini e le
imprese?”.
“Lo scaricabarile tra Anac e politica – conclude Zalukar – questa
volta non funziona. La città non ci sta, anche perché la posta in
gioco è buona parte del suo futuro e questo tutti i cittadini
l’hanno capito. Che la burocrazia non possa costituire un
percorso a ostacoli per cittadini, imprese e intere comunità si è
capito da un pezzo, ma ora più che mai servono azioni concrete”.