Coldiretti. Primati intaccati dall’emergenza sanitaria

Con il Patto per l’Export occhi puntati sulle esportazioni agroalimentari venete salite nel 2019 quasi a 5,2 miliardi di euro (+1,5%). Il dato da record è quello legato al vino 2,2 miliardi di euro di esportazioni, con gli Usa top importer (+6%) da 444 milioni di euro. “Valori importanti da non trascurare – commenta il presidente di Coldiretti regionale Daniele Salvagno – ma che per il 2020 devono tener conto delle influenze negative causate dal periodo di emergenza sanitaria”. L’accordo siglato ieri rappresenta una grande sinergia per il sistema Paese  in quanto coinvolge tutti gli attori fondamentali come Cdp, ICE, Sace e Simest.  Il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini lo ha firmato insieme al Ministero degli Affari esteri al ministro Luigi Di Maio e ai rappresentanti di istituzioni e associazioni di categoria. “Si tratta di un impegno collettivo per risollevare le esportazioni Made in Italy dopo il crollo iniziato – ricorda la Coldiretti – per l’effetto della pizza corona con la parodia sul prodotto simbolo dell’Italia contaminato da Covid-19 andata in onda ai primi di marzo su Canal+ in Francia per poi rimbalzare in tutto il mondo. Uno sgambetto che – precisa la Coldiretti – ha alimentato la disinformazione, strumentalizzazione e concorrenza sleale, anche di Paesi alleati, con addirittura la assurda richiesta di certificati “virus free” sulle merci. Una pretesa svanita – precisa la Coldiretti – non appena la pandemia si è propagata in tutto il pianeta con la chiusura delle frontiere e le misure per contenimento che hanno determinato il brusco freno al commercio a livello globale. Il risultato è che il 74% delle imprese agroalimentari che esportano ha registrato da allora una diminuzione delle vendite all’estero per effetto di una pioggia di disdette provenienti dai clienti di tutto il mondo secondo l’indagine Coldiretti/Ixè dalla quale emerge che a pagare il conto più pesante sono stati il settore del vino e del florovivaismo, ma difficoltà sono segnalate anche in tutti gli altri settori per ortofrutta, formaggi, salumi e conserve. Un andamento che – continua la Coldiretti – rappresenta una brusca inversione di tendenza rispetto al record delle esportazioni fatto segnare nel primo bimestre del 2020 con un balzo dell’11,6% rispetto al 2019 in cui complessivamente per l’agroalimentare era stato raggiunto il massimo di sempre a 44,6 miliardi di euro. “Il patto per l’export riconosce il ruolo di traino che svolge l’agroalimentare per l’intero Made in Italy e promuove le necessarie sinergie istituzionali all’estero anche con il coinvolgimento delle Ambasciate” conclude il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel precisare che sul piano degli scambi commerciali “occorre impiegare tutte le energie diplomatiche per superare i dazi Usa e l’embargo russo che colpiscono duramente il Made in Italy agroalimentare in un momento difficile per le nostre esportazioni”.