Trevisan (Fnaarc Ascom): “Con i negozi chiusi è una ripresa senza reddito”


“Sembra che facciano di tutto per complicarci l’esistenza”. Gli agenti di commercio si chiedono quale sarà, realmente, il loro futuro.
Protagonisti, loro malgrado, di una sorta di “telenovela” sulla possibilità di accedere o meno ai 600 euro del “Cura Italia”, questione poi risolta positivamente grazie all’azione di Fnaarc e Confcommercio, ma comunque dopo un estenuante tira e molla, adesso i circa 5mila agenti e rappresentanti di commercio attivi nel padovano, si chiedono quale sarà, dal 4 maggio, il loro rientro, a pieno titolo, tra le attività alle quali è consentito lo svolgimento dell’attività.
“Il fatto in sè – commenta Carlo Trevisan, presidente della Fnaarc Ascom Confcommercio Padova – è positivo. Sapere di poter riprendere il lavoro è cosa buona e giusta. Poi però la gran parte di noi si chiede: ma cosa vado a proporre e, soprattutto a chi?”
Tra negozi ancora chiusi (in primis il comparto dell’abbigliamento) e altri che non hanno venduto nulla o quasi nulla, difficile che l’attività di agente, in queste prime settimane di fine blocco, possa portare a qualche risultato economico.
“Il problema è che i costi corrono, si pensi solo al leasing delle auto – continua Trevisan – e solo contributi a fondo perduto in grado di sostituire i mancati redditi dal 23 febbraio potranno consentire alla gran parte dei colleghi di rimanere sul mercato. In pochissimi, peraltro, hanno deciso di chiedere il prestito di 25mila euro alle banche, non tanto per le difficoltà di ordine burocratico che pur ci sono e sono pesanti, ma soprattutto perchè non è proprio il caso di aggiungere debiti a debiti”.
Nel frattempo, comunque, si cerca di ripartire.
“Non senza la coda velenosa – conclude Trevisan – della possibilità di spostarsi anche in una regione diversa da quella in cui si risiede ma con l’apposita certificazione, come non bastassero le centinaia di chilometri, i campionari e la nostra straordinaria solitudine nel viaggiare, a testimoniare che stiamo lavorando e non siamo in gita di piacere!”.
Come dire: la situazione è drammatica ma la burocrazia non arretra di un millimetro.