Trento. Il Pentagono dello sviluppo, lo sviluppo del Pentagono

Una formazione professionale di alto livello per saper gestire la rivoluzione digitale e per trarne i maggiori benefici; una adeguata rete di infrastrutture per il trasporto, interna ed esterna; un argine alla fuga dei talenti, causa di un’enorme riduzione del capitale sociale e umano del paese e di uno spreco di investimenti che si ripercuotono negativamente sul suo potenziale di sviluppo e crescita. Ancora: un piano di interventi e investimenti in grado di favorire lo sviluppo e la crescita della competitività, dunque anche di far fronte agli effetti del cambiamento climatico e alla rapidità dello sviluppo tecnologico.
Sono, queste, alcune delle azioni suggerite dal Rapporto Fondazione Nord Est 2019 presentato al Palazzo di Sociologia, in occasione dell’incontro organizzato da Fondazione Nord Est con Confindustria Trento e in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento, Università di Trento e tsm-Trentino School of Management.
Il report analizza in primo luogo le dinamiche economiche del Paese: attraverso un indicatore di sintesi chiamato “Indice di sviluppo economico e sociale”, la Fondazione identifica le cinque regioni al vertice della classifica, in primo luogo per un reddito pro capite superiore e tassi di disoccupazione inferiori a quelli delle altre regioni. Si tratta del cosiddetto Pentagono dello sviluppo, che comprende i territori di Trentino-Alto Adige, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia, e che regge il confronto anche con le più evolute e dinamiche regioni del centro Europa.

 

Regioni e provincie del Pentagono hanno risposto in modo diverso alla crisi. Il Trentino-Alto Adige, ad esempio, ha ottenuto una performance migliore grazie ad una politica di investimenti pro-ciclica, riuscendo a mantenere un livello di investimenti pubblici superiore a quello delle altre regioni. La crescita del PIL nel Pentagono è prevista essere più consistente di quella nazionale (quasi il doppio nel 2020) così come il tasso di disoccupazione si assesta su livelli ben inferiori a quelli nazionali (con il Trentino- Alto Adige capace di staccarsi, in positivo, dalle altre regioni del Pentagono). Tuttavia, anche quest’area del Paese, particolarmente performante, sembra non aver ancora completamente posto le basi per affrontare i cambiamenti con cui già oggi è chiamata a confrontarsi e che nei prossimi anni renderanno più evidenti i propri effetti.
Per affrontare le sfide del futuro è necessario dunque investire in formazione, innovazione, infrastrutture. Ma il Pentagono è chiamato anche ad affrontare: l’invecchiamento della popolazione, un nuovo ordine geopolitico, la diffusione delle blockchain, la sviluppo del fintech che metterà in discussione il ruolo delle banche tradizionali, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, il cambiamento climatico e la rapidità dello sviluppo tecnologico che rende imprescindibile un rilevante piano di investimenti.